Un artista si riconosce non solo per il talento creativo fatto di abilità tecnica e originalità tali da rendere quello stile unico e inequivocabile, ma anche dal saper osare e sperimentare senza troppo badare a mode e tendenze. L’artista moderno è costantemente stimolato e attirato dalla varietà di elementi che caratterizzano il mondo: luoghi, persone, animali, culture offrono infiniti spunti creativi sui quali puntare la propria attenzione. Se parliamo di un artista giovane e calato nella realtà contemporanea, comprendiamo la voglia di ricercare stili, materiali, spazi, oggetti e ambientazioni diversi per raggiungere una nuova cifra stilistica.

Tutto questo è alla base degli “Studi” di Michele Barbaro, un corpus di dieci opere a prima vista eterogenee, ma che denotano un’istintiva consapevolezza del risultato da raggiungere e che non rappresentano un punto di arrivo, poiché l’intento artistico è di proseguire la sperimentazione. Con questi dipinti Michele ha intrapreso un percorso creativo in cui affronta i più importanti stili artistici moderni, le tecniche antiche come le più recenti: figurativo, materico, metropolitano, street art, astrattismo. I dipinti sono eseguiti su una molteplicità di materiali: acrilici, oli, colori fluorescenti, carta, cartapesta, diluenti, solventi, penna a biro, gel a spessore. Anche i supporti e gli attrezzi sono diversi: tele e pannelli di legno, pennelli, spugne, spatole, le mani e persino lo spazzolino per i denti. L’aspetto avvincente è che il percorso artistico-compositivo è circolare: si apre e si chiude con due studi a olio e prosegue dopo il primo con dipinti accoppiabili due per volta. Il primo dei due è una preparazione del secondo, considerato questo un approfondimento ma anche un virtuale collegamento con il primo della coppia successiva. Lo schema è il seguente: dipinto a olio – street art – figurativo – metà figura – paesaggio urbano – olio.

Lo studio n.1 è incentrato sui colori e sullo sfondo ed è anche il solo a raffigurare un personaggio famoso quale il cantautore, chitarrista e poeta statunitense Lou Reed, che Michele ha voluto omaggiare. I dipinti n.2 e 3 proseguono questo tipo di studio ma con un’elaborazione diversa che cerca il connubio tra figurativo, astratto e street art. Le linee sono infatti più decise e dure, i contorni ben definiti come si conviene a un artista di strada. Gli studi n.4 e 5 affrontano la pittura materica realizzata con carta, cartapesta, medium a spessore. I numeri 6 e 7 realizzano invece due immagini a metà: un viso e un elefante. La street art è ancora presente nelle linee ma anche la forma del supporto è importante, Michele infatti ha sfruttato la sagoma delle basi che aveva a disposizione che sono diventati il punto di partenza per la successiva costruzione dell’immagine. Gli studi n.8 e 9 proseguono questo percorso in cui il supporto “condiziona” il dipinto ma, al tempo stesso, ne rafforza l’immagine: la prospettiva è accentuata dalla forma allungata dei pannelli di legno. In entrambi poi (come per i precedenti due) non sono stati realizzati bozzetti preparatori e i colori, dunque, sono stati stesi direttamente sulla superficie e i solventi, colati sul legno, sono serviti specificamente per realizzare strade e grattacieli. L’ultimo studio, come già detto, è un olio come il primo e chiude simmetricamente questo cerchio e, al tempo stesso, va oltre sostituendo alle linee morbide e sinuose del primo, ottenute con il solo uso di colori caldi, con una tecnica vigorosa fatta di solide pennellate orizzontali e verticali, solventi e graffiature ottenute con la spatola, che lasciano pensare all’inizio di una nuova serie compositiva.

Non si tratta di dipinti in cui l’attenzione deve andare sul significato quanto sul significante e cioè l’immagine e la tecnica impiegata che, in studi successivi, lo condurranno a dare, invece, significati diversi e più maturi.

Ornella Palamone