Ricevo da parte di Valerio Monacò, che ringrazio, la richiesta di raccontare genesi e scelte alla base del video musicale “Gordon Pym”, ultimo brano del mio progetto musicale Riccardo III.

RICCARDO III – “Electronic music oriented project” è probabilmente la definizione più fedele. Elettronica come linguaggio che racconta il contemporaneo e che indica una direzione comunque aperta a deviazioni. Al momento sono stati pubblicati tre brani di Riccardo III con relativi video, visibili sul canale YouTube a nome Riccardo Secchi.

WHY POE – La stima e l’ammirazione per E.A. Poe è immutata sin dal primo incontro avvenuto in età adolescenziale. In un ventennio scarso di attività letteraria, Poe ha lasciato un’opera omnia di dimensioni ridotte ma potentemente influente sull’immaginario non solo letterario. A lui dobbiamo ad esempio la codifica della narrazione di indagine, con la creazione del primo detective dilettante che usa la deduzione come metodo investigativo, Auguste Dupin, che da Sherlock Holmes in poi ha avuto decine di eredi. Suo l’allargamento e la ridefinizione del fantastico in letteratura, sua una profonda e disturbante capacità di analisi psicologica, a volte psichiatrica, del buio dell’anima umana. Da non dimenticare l’attività poetica, di notevole livello, e gli illuminanti scritti sulla teoria della composizione.

GORDON PYM – E’ l’unico romanzo scritto da Poe, pubblicato nel 1838. Ebbe un impatto molto forte nel mondo letterario di allora, tanto che ad esempio ispirò Lovecraft nella stesura de “Le Montagne della Follia” mentre Jules Verne ne scrisse dichiaratamente un sequel, “La Sfinge dei Ghiacci”. La sua sotterranea influenza rimase quasi sempre nel campo letterario, raro lo sconfinamento in altri media. Alla memoria torna ad esempio il quadro di Magritte “La Reproduction Interdite” in cui è visibile una copia del romanzo mentre, in tempi più recenti, da ricordare “Tales of the Black Freighter”, la metaforica storia a fumetti all’interno di “Watchmen” di Alan Moore, chiaramente ispirata a questo romanzo. Lessi “Gordon Pym” da ragazzo e rimasi molto colpito da quella storia che muoveva da una viscerale attrazione per il mare infinito per poi raccontare un lungo incubo da sepoltura prematura, un sanguinario massacro di un equipaggio ammutinato, un disastroso naufragio, una disperata costrizione al cannibalismo e un approdo a una terra sperata come salvifica popolata invece da indigeni assassini.
L’ho riletto un anno fa, trovandolo ancora intenso e fatale, penetrante e oscuro.
Tra vari spunti musicali registrati in attesa di sviluppo avevo un riff di synth geometrico e ripetitivo, che si intrecciava con un suono primordiale (trovato su un synth virtuale gratuito) che si sviluppava libero e casuale, senza riguardo per la logica armonica. Mi sembrava uno spunto adatto per suggerire proprio la tensione tra oscurità interiore e razionalità tipica dell’autore.

MUSIC – Sulla composizione musicale non so mai che dire. Provo e riprovo fino a quando si forma qualcosa che attiene a quella idea, atmosfera o emozione. Fondamentale per la riuscita del brano è stata l’ottima interpretazione vocale di Max Forleo, aka “The Traveller”, che ringrazio ancora.

LYRICS – Nella finzione letteraria, è lo stesso Gordon Pym a spiegare di essersi lasciato convincere a rendere pubbliche le proprie incredibili avventure da alcuni conoscenti, tra cui Edgar Allan Poe. E’ l’illustre letterato tra l’altro a scrivere i primi capitoli del resoconto di quello spaventoso viaggio nei mari del Sud, poi proseguito dallo stesso Pym. Proseguito ma non concluso. Una nota finale dello stesso Poe informa i lettori che la tragica morte del signor Pym ha impedito che gli ultimi capitoli del resoconto venissero resi noti. Il capitolo 25, con la sua enigmatica visione della gigantesca figura umana avvolta nel sudario che si staglia all’orizzonte, è quindi l’ultimo del romanzo.
L’idea narrativa del testo della canzone, e poi del video, parte da qui. Gordon Pym ricorda alcuni momenti della sua tragica avventura e cerca di concluderne il racconto scrivendo il capitolo 26. Avverte che comunicare a qualcuno il nucleo duro e profondo della propria esperienza sarebbe probabilmente una operazione salvifica e pacificatrice per lui, ma non ci riesce; è troppo ossessionato dalla violenza e dall’intensità di quanto vissuto, un’ossessione che lo porta alla morte. Il tentativo insomma è stato quello di rispettare il più possibile le premesse del romanzo originario.

Ultima nota sui versi del ritornello, che rappresentano il concetto centrale della canzone: “Never so alive, as when about to die, soon I’ll have to tell someone what I saw in the end”, dove l’accento, oltre al bisogno di comunicare la propria esperienza, è sul sentirsi davvero vivi solo quando si è vicini alla morte. La suggestione proviene dall’inizio del romanzo, in cui Gordon e l’amico Augustus, sinistramente ubriachi, decidono di salpare di notte su una piccola imbarcazione per approfittare di una piacevole brezza notturna. Quello che doveva essere una divertente diversione diventa quasi una tragedia: la brezza si trasforma in una violenta tempesta, l’imbarcazione viene distrutta e i due vengono miracolosamente salvati da una nave di passaggio. Contrariamente a una basilare logica di sopravvivenza, Gordon Pym sente di voler ripetere l’esperienza, si imbarca di nascosto su un brigantino e da qui inizieranno le sue tragiche vicende. Un ringraziamento particolare a Leah Janeczko per la consulenza sul testo e sulla sua corretta pronuncia.

Riccardo III - Gordon Pym

Riccardo III (feat. The Traveller) – Gordon Pym (2014)

 

VISUALIZING – Quasi tutti i video di Riccardo III sono basati su materiale di archivi online pubblici e privati. Questo presuppone una ricerca spesso non breve in termini di tempo ma a volte ci si imbatte in immagini che contestualizzate possono comunicare insospettata forza e fascino. Non importa se la risoluzione delle immagini non è uniforme, se nel video a segmenti in HD ne seguono altri in bassa o anche bassissima qualità, basta che la suggestione emotiva, ancor prima che narrativa, sia coerente.
Anche per “Gordon Pym” intendevo procedere in questo modo, era però impossibile riuscire a trovare materiale così centrato su quell’idea narrativa per cui o si cambiava completamente il concept o si dovevano realizzare delle riprese ad hoc. Questa seconda ipotesi non era praticabile per i costi, stavo già riflettendo su un nuovo concept quando è venuta in soccorso una doppia fortuna. L’amico e regista Francesco Collinelli si è interessato al progetto e, avendo anche esperienza di fotografia cinematografica, ha impostato una ipotesi di riprese gestite direttamente da lui. Contemporaneamente una cara amica (grazie ancora Luisa) ha incredibilmente trovato una location milanese ottocentesca disponibile per una giornata a costo zero. Il video doveva certamente rispettare il romanzo ma anche essere di interesse per chi il romanzo non l’ha mai letto. Così abbiamo concepito scene semplici nella comunicazione, oltre che fattibili con dei mezzi molto limitati. L’ossessione di Gordon Pym ad esempio è esemplificata dalla ricorrenza di simboli che nel romanzo rappresentano la forma di voragini e caverne trovate nell’isola, oltre che dalla scritta TEKELI–LI, che riproduce l’urlo misterioso degli indigeni.

ACTORS – Una veloce ricerca in rete mostra qualcosa di sorprendente, cioè che il cinema non si è mai interessato a “Gordon Pym”, non esistono film e neppure riduzioni per la tv o pièce teatrali. Quindi, per questo bizzarro motivo, sono il primo, e neppure qualificato, a interpretarlo, e in fondo a dargli il volto. Non so bene che pensare di questo, forse è solo divertente.

DORÉ – Oltre alle immagini in movimento reperite in vari archivi sul web, ho usato diverse immagini statiche, stampe o disegni d’epoca. In realtà il materiale direttamente riferibile a “Gordon Pym” è poco, legato principalmente alle prime edizioni del romanzo e a volte non molto interessante. Ho usato la splendida immagine di Yan’ Dargent tratta dal saggio di Jules Verne “Edgard Poe et ses œuvres” (1862) con la morte colta nell’atto di falciare il naufrago. Volevo darne risalto, e infatti nel video è a sostegno del primo ritornello. Oltre a varie immagini non del tutto identificate e scelte perché intense e attinenti, sono inoltre visibili due incisioni (1870) di Gustave Doré tratte da “The Rime of the Ancient Mariner” (1798) di Coleridge. Sempre di Doré è l’ultima immagine del video, il trionfo della morte, tratta dalla serie di incisioni a visualizzazione di “The Raven” di Poe, da cui proviene anche l’immagine di copertina del brano. Il lavoro su Poe è stato l’ultimo realizzato da Doré, pubblicato un anno dopo la morte, avvenuta nel 1884.


GORDON PYM

di Riccardo Secchi

We sailed away in a night of madness
drunk, with no course in a raging storm.
I was full of fear bracing for the last wave
then somebody came and took us back to mankind.

I saw death one time
and changed me way down deep.
I can not live without it.

Never so alive, as when about to die,
soon I’ll have to tell someone what I saw in the end.

Buried alive in a room in the dark hold,
back to the light to see the crew being slain.
Saved from the wreck just to die of starvation,
chosing one of us to sacrifice, our only hope.

I taste human flesh
everytime I eat
in my stately manor.

Never so alive, as when about to die,
soon I’ll have to tell someone what I saw in the end.

Riccardo Secchi