Ho visto migliaia di film, ho una notevole cineteca e una memoria di ferro. Proprio in funzione di queste tre cose, nel corso degli anni, mi sono fatto un piccolo archivio di ovvietà che rimangono radicate nel cinema americano. I cliché.
LA TV/ Quando vedi un thriller, ti rendi conto del perché, nel cinema a stelle e strisce, ci siano tanti psicopatici: tutta colpa della televisione. L’interprete si mette sulla poltrona e accende l’apparecchio infernale… non si vede un cazzo, figure distorte, effetto pioggia, colore che va e viene. Dopo due ore, anche San Sebastiano prenderebbe un coltello da cucina e cercherebbe vittime da sgozzare. Qualche produttore della nuova generazione ha scoperto che esistono le antenne, quindi è possibile vedere rari film in cui la tv non sia come un gatto idrofobo nelle mutande.
LE ARMI/ Potete togliere l’audio e capire lo stesso chi è il cattivo. Come? Dalle armi. Il cattivo non usa mai pistole a tamburo e spara tenendo l’arma in posizione orizzontale; è scientifico, in quella posizione sbagli due colpi su tre. Un’altra cosa che mi fa sorridere, e mi chiedo per quale cazzo di motivo succede, è il perché nei film si faccia un così largo uso di M16, fucile usato nella Guerra del Vietnam.
IL CIBO/ Qui entriamo nel deprimente. Il piatto maggiormente gettonato è la pizza, rigorosamente con peperoni e salsiccia, una volta ho sentito ordinarne una provolone e cozze, frutto evidentemente di una mente bacata. Questa è il vettovagliamento più in uso nelle stazioni di polizia e quando arrivano visite impreviste. Se esiste un invito ufficiale ti becchi spaghetti con le polpette. I manager di medio livello pranzano su una panchina con decine di piccioni che gli rompono i coglioni. Hanno una busta di carta con due panini uguali, pollo, insalata e maionese. I pasti fra uomo e donna sono di solito in versione cinese, con tante vaschette confezionate e le immancabili bacchette. Da notare, sono tutti e due abilissimi nell’usarle, un vero cinese non riuscirebbe a fare di meglio. Per strada non ci sono santi, rigorosamente hot dog con molta mostarda. I poliziotti che mangiano a sbafo prendono hamburger con cipolla cruda e patatine, in alternativa una doppia porzione di pollo fritto. L’unico che viene meno a queste regole gastronomiche è James Bond: per lui menù alla Gambero Rosso, ma Bond, però, è inglese.
I FUNERALI/ Vengono rigorosamente concordati con il meteorologo di turno, indispensabile la pioggia battente, oppure un robusto vento con foglie secche svolazzanti. Sia la pioggia che il vento devono venire da sinistra verso destra. Ignoro il perché.
I TELEFONI/ Nelle famiglie medie, sono attaccati al muro fuori dalla cucina. Hanno il filo lungo circa un chilometro, questo consente all’interprete, mentre parla, di girovagare per tutta la casa, scendere in cantina e gironzolare anche in giardino. I miliardari, al contrario, lo tengono sempre lontano dal luogo dell’azione. C’è una festa nel salone, squilla il telefono, il proprietario lascia gli ospiti, sale una scalinata più lunga di quella dei centri commerciali, percorre al galoppo un corridoio di duecento metri e, senza nemmeno un po’ di affanno, risponde sorridendo. I miliardari, nei film americani, ignorano che esistono anche le derivazioni telefoniche, oppure sono soltanto incalliti spilorci.
L’IGIENE PERSONALE/ Da circa una trentina di anni è cambiato, radicalmente, lo stereotipo dell’uomo figo. Adesso devi avere un capoccione di capelli arruffati che sembrano tenuti fermi con lo strutto, barba semilunga, vestiti indossati subito dopo che hanno fatto la centrifuga in lavatrice e unghia sporche. Notate bene quando fanno un piano ravvicinato delle mani, sotto le medesime potete trovare di tutto, compreso il prezzemolo. Adesso, uno che non si lava le mani, figuriamoci se si preoccupa di tutto il resto. Nei film le donne non hanno paura delle piattole, come incrociano il nostro eroe, normalmente in un sordido bar, lo portano immediatamente nel cesso, addirittura più sporco delle unghie, e si fanno trombare selvaggiamente sbattute contro un muro.
L’ILLUMINAZIONE/ In America, evidentemente, non esiste qualcosa di simile ad una società che faccia pagare la bolletta della luce. Quando i nostri eroi rientrano a casa tutte le luci sono accese, tranne nel caso in cui all’interno della stessa non ci sia l’assassino in agguato, in questo caso dovrebbero insospettirsi vista la strana oscurità, ma non lo fanno. Anche la più scalcinata delle villette ha il giardino pieno di lampioni, lampioncini, fari. Sotto le feste le luminarie sono talmente tante che sembra di stare a Times Square.
LE MACCHINE/ Inizialmente mi chiedevo come mai nei film, ogni volta che una macchina andava fuori strada, esplodesse. Poi mi hanno spiegato che negli States, più della metà delle autovetture ha l’impianto a gas, basta una scintilla e scoppia tutto. Da allora ho notato una cosa, se vedete una macchina che salta per aria non chiedetevi che tipo di film può essere, si tratta di una di quelle cazzo di pellicole d’azione senza capo ne coda, basta che ci siano duecento morti e tante esplosioni. Per i film seri, si usano le macchine a benzina. Nella sequenza finale, la macchina del cattivo si cappotta, le ruote girano a vuoto, il cattivo è vivo ma a testa in giù e c’ha pure la pistola. Aspetta che l’eroe, anche lui tutto ammaccato, si faccia vivo. Eccola, la benzina cola a terra dal serbatoio sventrato, si allunga come un serpentone sul terreno. Inquadratura dell’eroe con gli occhi socchiusi, la macchina da presa scende sulle mani, il “nostro” accende un fiammifero e lo fa cadere, nuova inquadratura sul viso, stavolta ghignante. La benzina prende fuoco correndo veloce verso la macchina. Primo piano del cattivo che urla terrorizzato: BOOOMMM!!! Questa è una considerazione personale, avrò speso dieci euro in fiammiferi, ce ne fosse stato uno che è arrivato acceso per terra. Bah!!?
LE CASE/ Quasi tutte le normali case americane fanno schifo, hanno un alone nero intorno alla maniglia della porta e impronte di dita vicino agli interruttori. Il cesso è un cesso nel vero senso della parola. Le villette hanno porte a vetri e finestre senza imposte. Domanda: che cazzo di senso ha, bloccare porte e finestre quando fuori circola l’assassino, visto che c’è solo una cagata di vetro a protezione? Dicono che gli psicopatici siano intelligenti, quelli dei film sono tutti coglioni. Dopo aver urlato minacce per mezz’ora, improvvisamente guardano la porta: “Puttana Eva, ma è solo una vetrata”. La sfondano con un calcio, nemmeno tanto forte. La casa comincia a vivere di vita propria, si allunga, si allarga, si alza e si abbassa, diventa una specie di Reggia di Caserta, enorme. Gli inseguimenti durano quasi per tutto il secondo tempo, ad un certo punto gli stessi proprietari di casa si perdono. Ma sto cazzo di corridoio, da dove è sbucato fuori? E ste tre camere? Dove accidenti sono finito, me sa tanto in un altro film. Alla fine lo psicopatico muore cadendo dalle scale che portano alle camere da letto, uno strano volo di una decina di metri. Si schianta sul tavolo di vetro del salotto squarciandosi la gola. In quel preciso momento arriva la polizia. Di luoghi comuni ce ne sarebbero ancora tanti, ma tanti, per adesso chiudiamo qui.
To be continued?

Umberto Sammarini

Quei Cari, Vecchi, Triti Cliché Dei Film Made In U.S.A.

Hilarious Movie Clichés – Alvaro Naddeo