Luigi Pirandello, la sua parola, le sue trame narrative. Questi sono gli elementi che hanno determinato la genesi di “Partitura P.”

Un’idea, semplice ed essenziale, che parte dal presupposto di mettersi al servizio del testo di questo Nostro grande autore, quasi a voler esternare la necessità di un cardine culturale di cui, oggi più che mai, hanno bisogno Teatro e Società. Tre testi, prelevati da tre diversi momenti creativi dell’Autore, legati fra di loro, amalgamati da un impianto musicale e sonoro che ne mette in risalto i respiri di scrittura.

Il percorso di “Partitura P.” ha inizio con la disperazione ossessiva su cui poggia l’impianto narrativo de “L’uomo dal fiore in bocca” (1922), che ne rappresenta il primo Movimento, in cui la statica agitazione del tempo trascina il destino del personaggio verso l’imbuto della morte. Il secondo Movimento è invece lirico, privo di densità ritmica ma ricolmo di una sospensione incredula che solo un testo come “Una giornata” (1935) riesce a rappresentare. Terzo ed ultimo Movimento è “Il treno ha fischiato” (1914), in cui ci si ritrova catapultati su ritmi scoppiettanti da rondeau settecentesco; una vera e propria esplosione di speranza, un trionfale tributo alla potenza dell’immaginazione più pura.

Tre tempi, tre diversi Movimenti, ma un percorso unico nell’Universo pirandelliano.

La messa in scena è essenziale, gli elementi centrali di “Partitura P.” sono la parola e l’attore, che diventano entità concrete ed astratte allo stesso tempo, protese a rappresentare fisicamente e metafisicamente le immagini derivate dai testi del Nostro. L’intervento della musica è fondamentale, non solo come legame “atmosferico e ideale”, ma come scheletro narrativo su cui si costruisce l’intera struttura dello spettacolo: la musica detta tempi e sensazioni, andando a sottolineare fasi specifiche di testo, legandosi ad esso in maniera radicale.
Il corpo dell’attore esplora uno spazio senza tempo, rappresentato da una enorme scatola nera, in cui una luce apparentemente statica e soffusa rivelerà invece bagliori e coni d’ombra inaspettati, man mano che lo spettacolo si sviluppa.

A far da cornice alle scelte meramente artistiche, c’è una riflessione molto personale sul Teatro e sul ruolo dell’attore nel panorama della società del Ventunesimo secolo. Il Teatro diventa in “Partitura P.” un luogo democratico, in cui si manifesta un vero e proprio passaggio di corrente elettrica col pubblico; qualcosa, insomma, che sia in grado di far sentire lo spettatore veramente coinvolto da quello che sta succedendo sul palcoscenico, onestamente e direttamente.
Volendo azzardare una sintesi artistica e sociologica, “Partitura P.” interroga se stesso sul rapporto con arte, cultura e società tradizionali; un rapporto che risulta essere dinamico, privo di qualsiasi polverosa routine artistica, denso invece di una dimensione culturale che cerca nella società di oggi la propria cassa di risonanza.

CREDITI SPETTACOLO:

Spettacolo teatrale di e con Fabrizio Falco
Prodotto da Vincenzo Maurizio Paolella / FULLFRAME

Testi Originali: Luigi Pirandello
Disegno luci: Daniele Ciprì
Musica / Sound Concept: Angelo Vitaliano
Costumi: Marina Tardani
Oggetti di scena:
 Francesco Ciccimarra
Direzione artistica: Nicola Ragone
Aiuto Regia: Nicola Ragone / Sara Putignano
Produzione Esecutiva: Ivan Brienza
Fotografo di scena: Patrizio Cocco

PROMO CREDITS:

Regia: Nicola Ragone
Direttore della Fotografia: Daniele Ciprì
Musica / Sound Concept: Angelo Vitaliano
Montaggio: Leonardo Botta
Costumi: Marina Tardani
Scenografia: Francesco Ciccimarra
Operatori: Giuliano Braga / Leonardo Botta
Trucco & Parrucco: Caterina Maltese
Ass. Regia: Giuliano Braga
Fonico Presa Diretta / Capo Elettricista: Gianfranco Sforzin
Produttore Esecutivo: Ivan Brienza
Organizzatore Generale: Vincenzo Maurizio Paolella