FUMETTI.

ROBA PER BIMBI O PER ADULTI?

“Nello spazio c’è energia. Sarà statica o cinetica? Se è statica, le nostre speranze sono vane; se è cinetica – e sappiamo per certo che lo è – allora è solo questione di tempo, prima che l’uomo riesca a collegare le proprie apparecchiature agli ingranaggi stessi che fanno funzionare la natura”.

 Jeff Smith (1960)

Può un racconto a fumetti avere un incipit del genere? Non è dunque, il fumetto, uno strumento di intrattenimento per bambini? Beh, no… esiste anche il fumetto per adulti, tanto in voga negli anni ’70…
Stupidaggini. È come affermare che la filosofia sia una disciplina creata ad uso e consumo dei cervellotici. O che la chitarra elettrica sia lo strumento musicale dei metallari capelloni.
E se ogni forma d’arte è scolasticamente divisa in svariati generi, correnti e scuole, perché il fumetto dovrebbe costituire l’eccezione? O forse esiste davvero qualcuno pronto a negare che il fumetto sia una forma d’arte? Segnare dei confini, soprattutto in ambito culturale e artistico, è sempre sbagliato.
E questo, Jeff Smith, autore di fumetti statunitense, lo sa bene. Tant’è che quando crea la saga di “Bone” (1991-2004), utilizzando uno stile grafico chiaro, rotondo e quasi infantile, per raccontare le fantastiche avventure dei tre buffi cugini in fuga da Boneville, ottiene un enorme successo. La sua pluripremiata opera è tradotta in tutto il mondo, addirittura proposta come libro di testo nelle scuole francesi e ben presto amata da un pubblico di tutte le età. Jeff Smith, insomma, scrive e disegna una storia per bambini, che inaspettatamente piace anche ai grandi.

Nulla di nuovo: ogni opera si presta a più chiavi di lettura, per fortuna. Pensiamo, ad esempio, a quanto intrise di politica possano sembrare, agli occhi di un adulto, le avventure dei Puffi. O all’ambiguità del personaggio di Lady Oscar… Persino le favole per bambini assumono significati a volte sorprendenti, se rilette in età matura.
Ma se le storie per l’infanzia sono godibili dai grandi, è anche vero il contrario?
Per trovare una risposta a questo quesito, o semplicemente per cimentarsi in qualcosa di profondamente diverso, Jeff Smith pubblica, a distanza di un ventennio, un altro capolavoro: “RASL” (2008-2012).

L’intento dell’autore appare subito chiaro: cambiare metodo. Stavolta utilizza tratti grafici più realistici e si cimenta su temi decisamente più maturi, se non addirittura ostici.
Il protagonista del racconto è il dottor Robert Joseph Johnson, conosciuto come “RASL”, un ladro che, grazie a sofisticate apparecchiature chiamate T-suit, riesce a viaggiare nello spaziotempo e a raggiungere universi paralleli, per trafugare opere d’arte e rivenderle nella sua realtà d’origine. È continuamente in fuga: fugge dalla legge, fugge dalle responsabilità, fugge dal suo mondo, fugge dal suo passato.

Ci appare spesso stanco, malconcio, sofferente e sanguinante. Cinico, combattivo, a tratti violento. Continuamente in cerca di una calma che non può trovare, si consola bevendo alcolici e fumando sigari. Non ama mentire. Ma è costretto a farlo.
Poi, la svolta: quello che Smith descrive inizialmente come un perfetto antieroe diventa, vignetta dopo vignetta, tavola dopo tavola, volume dopo volume, un personaggio sempre più sorprendente. Pian piano riemerge prepotentemente il suo passato da scienziato, il suo forte senso di responsabilità, la sua etica, l’inaspettato rispetto per la vita, la sua razionalità e la sua capacità di provare sentimenti nobili. Allo stesso tempo entrano in scena personaggi surreali o addirittura inquietanti, e la trama si arricchisce di elementi fantastici e di rimandi a episodi misteriosi e luoghi realmente esistiti. Ma, soprattutto, entra in scena il vero protagonista dell’opera: Nikola Tesla. Tutta la vicenda di “RASL”, in effetti, ruota intorno alle teorie scientifiche di questo geniale quanto a lungo dimenticato ingegnere, inventore e fisico degli inizi del Novecento. Jeff Smith dimostra di conoscerne quasi intimamente il carattere e le abitudini, di averne letto gli scritti, di comprenderne le gioie dei successi ed i dolori scaturiti dal sofferto rapporto con i finanziatori e dalla competizione con i colleghi. Smith lega le frenetiche avventure di “RASL” agli enigmi e ai complotti che circondano la figura di Tesla: dalla scomparsa di gran parte dei suoi appunti alla demonizzazione delle sue idee, dalla sua misteriosa morte all’utilizzo bellico delle sue invenzioni.
Il risultato è diviso in quattro volumi e quindici capitoli da leggere in un baleno e che stupiscono continuamente. Smith è riuscito laddove molti altri avrebbero fallito, rendendo accattivante un mix tra teorie scientifiche, pensiero orientale, sangue, complotti, amori extraconiugali ed “extradimensionali”.
Un’ottima storia a fumetti, che non necessariamente dovete tenere fuori dalla portata dei bambini.

Michele Nella

Jeff Smith: "Nello Spazio C'è Energia

Jeff Smith