Sceneggiatura di Luigi Di Gianni.

Illustrazioni e Schizzi dell’artista Michele Barbaro.

L’artista potentino Michele Barbaro da marzo ad agosto 2015 è stato impegnato nella realizzazione di diciannove illustrazioni, quante sono le parti pubblicate su atmosphereblog.com, della sceneggiatura – rimasta inedita per anni – del grande regista e documentarista Luigi Di Gianni, tratta da “Il Castello” di Franz Kafka per la prima volta edita grazie al lavoro del critico cinematografico e ideatore del blog Valerio Monacò. Ciascuna opera, presentata con cadenza settimanale unitamente a una scena, coglie un momento significativo della scena stessa cui è associata e può dunque essere un panorama, uno o più personaggi oppure l’interno di un edificio. Ogni illustrazione è stata volutamente schizzata in modo veloce e senza rifiniture eccessive, al fine di dare maggiore risalto sia all’essenza della scena rappresentata sia al segno manuale sulla carta. Alcune sequenze infatti sono state disegnate direttamente utilizzando una penna biro e senza fare ricorso a un bozzetto preparatorio, altre invece attentamente studiate attraverso una ricerca delle ambientazioni, dei materiali e degli oggetti dell’epoca in cui fu scritto il romanzo di Kafka. Questo tipo di approccio al lavoro è caratteristico del modus operandi di Michele, nato proprio come disegnatore e illustratore; egli spesso sceglie di evidenziare espressioni e peculiarità del soggetto ritratto non badando alla perfezione della resa quanto piuttosto allo stile personale che l’artista non abbandona mai e sempre così evidente nel suo tratteggio del tutto caratteristico. Una matita, una penna biro nera, inchiostro di china giallo, rosso, nero, colori e fogli per acquerello sono i materiali impiegati per queste vivide illustrazioni. Nient’altro; la penna è l’imprinting di Michele come disegnatore con la quale ritrova ogni volta la sua spontaneità espressiva più genuina, i colori sono quelli da lui sempre preferiti insieme al bianco ad acquerello: Michele è sempre se stesso e spontaneamente utilizza solo ciò che il suo istinto gli suggerisce e che gli dà emozione ma che, al tempo stesso, è in armonia con il significato della narrazione.

L’artista si è calato alla perfezione nella mise en scène cinematografica utilizzando la regola dei terzi, i punti di messa a fuoco e le diagonali adoperati nelle inquadrature a realizzare dei veri e propri fotogrammi. Per tutti i disegni, a dare un volto reale ai personaggi delle sceneggiatura, sono stati impiegati i collaboratori del blog: a partire dal suo direttore Valerio Monacò nei panni del protagonista K. fino a tutti gli altri scrittori e artisti che periodicamente pubblicano i loro articoli sul sito. Essi danno così un aspetto contemporaneo ai personaggi di Kafka come attori coevi che si avvicendano su una scena immaginaria annullando le distanze fra autore del romanzo, sceneggiatore e “interpreti”. Nella quindicesima parte essi sono stati disegnati quasi tutti insieme come fosse una foto di famiglia mentre la quinta omaggia il regista Di Gianni, anch’esso collaboratore del blog. Qui il protagonista K. guarda dallo spioncino di una porta dalla quale in primo piano vede proprio Luigi Di Gianni e accanto a lui un boccale pieno di birra. L’illustrazione della decima parte invece divide in due ideali blocchi i diciannove disegni attraverso una realizzazione diversa dalle altre: non vi sono persone o paesaggi bensì la mano insanguinata di K. graffiata dalla zampa di un gatto. L’azione di questa scena, non a caso l’unica dell’intera serie a essere stata colorata con il rosso, è resa anche dal prevalere di questa tinta e dagli schizzi di inchiostro che rimandano inevitabilmente al sangue. Con essa Michele Barbaro ha voluto dunque interrompere una sequenza di illustrazioni in modo da fornire un impatto più forte e vigoroso alla narrazione illustrata.

Della sceneggiatura, in sintonia con la trama romanzesca, Michele ha saputo interpretare, attraverso l’uso sapiente di colori ben determinati, le atmosfere cupe, i luoghi fisici ma anche quelli dell’emarginazione, della solitudine, dell’incomprensibile e dell’assurdo sarcasmo che alle volte la vita ha in serbo per noi umani.

Sarà possibile visitare tutte le opere originali dell’artista Michele Barbaro in mostra permanente presso l’archivio Luigi Di Gianni ad Albano di Lucania.

Ornella Palamone