Don Giuseppe De Luca, Papa Giovanni XXIII, Manzù e la “Porta della Morte” in San Pietro.
Giuseppe Palumbo (“Martin Mystère”, “Diabolik”) e Giulio Giordano (“Le Storie”), autori dei testi e dei disegni, con il supporto critico di Giuseppe Appella, presentano il libro a fumetti edito da Lavieri.

Una storia a fumetti sull’arte di Giacomo Manzù e la sua “Porta della Morte”. Scritta da Giuseppe Palumbo e disegnata da Giulio Giordano/Redhouse Lab. Con una postfazione a fumetti di Giuseppe Appella e Giuseppe Palumbo, Lavieri Editore.

Giacomo Manzù, nome d’arte di Giacomo Manzoni (1908-1991) lavora alla “Porta della Morte” per la Basilica di San Pietro dal 1947 al 1964. Per lo scultore rappresenta l’occasione di mostrare al mondo la sua idea di pietà laica… per dare una forma coerente all’apparente caos che metteva insieme il suo essere comunista con il suo cristianesimo di umili origini. Fu una lavorazione lunga e sofferta, come anche la strada percorsa per ottenere l’incarico di realizzarla. Pochi sanno però, che quella porta bronzea, uno dei capolavori del maestro, probabilmente non si sarebbe mai fatta senza l’intercessione di Don Giuseppe De Luca, un piatto di pasta e fagioli, e la complicità di pochi croccantissimi peperoni cruschi. L’aneddoto tutto lucano, ispiratore anche di alcuni versi di Leonardo Sinisgalli è alla base della doppia opera presentata in questo volume, omaggio alle interconnessioni culturali.

I Cruschi Di Manzù