Silvio Giordano
Green Day

Installazione per la mostra “Se queste mura potessero parlare” a cura di Antonella Marino e Orfeo Contemporary Art Project

Castello di Lagopesole

“Green Day” nasce dai suggerimenti di Giuseppe Sermonti, contenuti nel testo “Le Fiabe dei Fiori”, secondo cui il termine Cymbalaria deriverebbe dal greco kymbè, che significa barca. Per tale motivo è diventata simbolo di pianta psicopompa evocando al contempo l’allegoria dell’accompagnamento delle anime dei morti nell’aldilà.

L’installazione si presenta come una grande effervescenza nera che fuoriesce dalla terra. L’involucro misterioso assume le sembianze di un bio-organismo da cui sbucano grumi di teschi privati di denti e di mascelle, privi quindi di aggressività e ferocia. La scultura rappresenta simbolicamente il rigetto da parte della terra di qualcosa di oscuro nascosto nelle viscere dello spirito dell’uomo. L’ammasso putrescente rappresenta anche il petrolio estratto dalla terra di Basilicata. L’oro nero che può portare ricchezza, ma rischia di creare un paesaggio decadente e vuoto.

Dopo La scultura è stata trasferita per un breve periodo in un campetto di cacio per bambini a Parco 3 Fontane, nella città di Potenza. Luogo dove è nato Silvio Giordano.

Antonella Marino

 

Green Day 01

Green Day 02

 

“Questo è il campetto di calcio dove giocavo da bambino. Un giorno dal pavimento spuntò un mostro di petrolio che sputava pesci morti. Si chiama “Green Day”. I bambini ci giocavano, gli adulti avevano paura. Ovviamente domani voterò SI e smetto di produrre opere così. Son capite TARDI e il mondo è già avvelenato abbastanza!”

(Silvio Giordano)

Green Day 09