Liberté, Égalité, Fraternité… sono queste le tre parole catalizzatrici della moderna democrazia mondiale. E sembra del tutto fuori luogo che emergano proprio dalle menti di un popolo che, nella sua storia, ha combattuto contro chiunque potesse farlo. Non certo esclusivamente per fini fraterni, egalitari e libertari. Fino al 1774, anno in cui viene pubblicato il suddetto trittico da Jean-Paul Marat, tra Celti, Galli, Merovingi, Carolingi, Capetingi, Asburgo e chi più ne ha più ne metta, la Francia può vantare guerre con la maggior parte dei territori europei, africani e d’oltre oceano. Non sorprende, dunque, che l’attuale situazione religiosa, linguistica e razziale sia tra le più variegate del mondo. E proprio quando sembrava che le famiglie regie avessero perso per sempre il potere in favore dell’aristocrazia (quindi non del popolo), ecco che arrivò il primo Anticristo, forse erede diretto di Pipino il Breve, a ribadire l’assolutismo. Solo pochi sovrani du soleil favorirono il sorgere dei lumi: arte, filosofia e letteratura, tralasciando l’odio per le culture e i popoli limitrofi e le mire espansionistiche imperiali. Ma non ci si può accontentare della “Chanson de Roland” e delle lingue d’Oc e d’Oil. Il francese è la lingua romantica per eccellenza e Parigi il cuore pulsante dell’amore. Una città in fermento, che nasconde i suoi artisti, filosofi, scienziati e poeti nell’oscurità dei sobborghi delle Banlieue, di Pigalle, tra i tavoli del Moulin Rouge. Persone che alzano gli occhi al cielo, guardano quella torre (forse il monumento più conosciuto al mondo) e fantasticano. Così, tra i cafè, i bistrot e le riu piene di fiori e fango nascono Charles-Louis Montesquieu, François-Marie Voltaire, Jean-Baptiste Molière, Blaise Pascal, René Descartes, Gustave Flaubert, Alexandre Dumas, Victor Hugo, Honoré De Balzac, Jules Verne, Arthur Rimbaud, Paul Verlaine, Stéphane Mallarmé, Marcel Proust, Jean-Paul Sartre, Michel Foucault, Gilles Deleuze, Charles Baudelaire… e l’architettura Gotica, l’Impressionismo, il Cubismo, il Surrealismo. Ed anche il cinema in forma ancora sperimentale, quello delle origini, dal sognatore Georges Méliès alla Nouvelle Vague e Jacques Tati. Persone che sono state capaci di guardare oltre i confini territoriali, sognando in grande anche se immersi nel buio. Lontani dalla pomposità, dai cosmetici, dal perfume e forse anche dalla legalità. Bisogna quindi guardare a quella Nazione che si apre al mondo, che non si limita a cantare in una lingua tanto sonoramente soave, quanto musicalmente senza successo. Per scrutare al di là di quei confini così ben marcati, oltre l’ufficialità del Tour de France, della 24 Ore di Le Mans, del sopravvalutatissimo Festival di Cannes. Non solo champagne, escargot e “nouvelle cuisine”, ma anche baguette, croissant e fries. Ascoltare non solo “La Marsigliese”, ma anche “La Vie En Rose” e Les Négresses Vertes. Verso ciò che viene compreso in ritardo o, forse, non verrà capito mai. Insomma, volgere lo sguardo a quel luogo oscuro, dove la musica diventa libertà, le amicizie divengono fraterne e l’amore diventa egalitario. Un posto nascosto, celato nel sottosuolo.

 

Subway

 

“To be is to do” Essere è fare

Socrate (469 a.C.-399 a.C.)

 

“To do is to be” Fare è essere

Jean-Paul Sartre (1905-1980)

 

“Do be do be do”

Frank Sinatra (1915-1998)

 

DOve diamine è la musica giusta? Alla luce del giorno, ogni cosa è chiara. Un folle, con la pettinatura sconvolta e lo smoking viene braccato in auto per chissà quale furto. È alla ricerca disperata di una musicassetta, che gli dia l’adrenalina e il divertimento necessario alla fuga. L’inseguimento continua tra le strade parigine, nel mercato di quartiere, fin nel vagone della metropolitana. Si finisce nel sottosuolo.

REsta qui! Il momento è stranamente romantico, nonostante lei sia lì per riavere ciò che le è stato rubato. Fred vuole scambiare solo due parole in santa pace. Ma lei è arrabbiata, perché lui le ha fatto saltare in aria la cassaforte. Fred: “Perché mi ha invitato alla sua festa?”. Héléna: “Perché la trovavo…”. Fred: “Ha cambiato idea?”. Lui la ama già, ma l’amore non sembra corrisposto. E di mezzo ci sono i tipi sbagliati.

MI sono perso nell’oscurità. Quel labirinto di gallerie, ferrovie e scale mobili è la tana ideale per ladri, scellerati e bizzarri individui. La polizia cerca “il Pattinatore”, che compie furti indisturbato nella metropolitana di Parigi. Fred vi si imbatte per caso e scopre tutto un mondo sotterraneo, un oscuro circo metallico fatto di improbabili personaggi. Un fioco barlume lo difende dall’oscurità che tenta di stritolarlo.

FAville, nel buio dei sotterranei. I luccichii delle candele lì giù sono più evidenti. In ogni festa di compleanno che si rispetti c’è della buona musica e si possono incontrare degli amici inaspettati. Il ritmo fa da guida e la band è fatta. Non è tanto chi sono, quanto come suonano…

SOLo tu ed io! Faccia a faccia con la verità, senza menzogne. Fred ed Héléna diventano intimi, si raccontano, scavando all’interno dei loro ricordi. Nelle oscure profondità, dove le paure si celano, aspettando di essere combattute. Non ci si può mascherare per sempre, non si può fuggire all’infinito da se stessi. Prima o poi ci si stanca, di un modo, di una vita non propria, di ostentare forzatamente il perbenismo ipocrita e i sorrisi infelici.

LA fuga. Fred fugge veloce, è questa la sua vita: una corsa continua verso i suoi desideri. Héléna vive invece in una gabbia, soffocata da un matrimonio che non desidera. Che le ha portato ricchezza e il nulla. Ma le sue gambe iniziano a muoversi, i suoi sogni prendono il volo. Ribellatasi anche ad una burocrazia travestita da giustizia, inizia lentamente a correre verso il folle che le ha aperto gli occhi… quegli splendidi occhi verdi.

SI può essere principesse senza gioielli e principi senza cavallo. Si può amare senza fini e sognare senza confini. Si può vivere fino all’ultimo respiro e morire in un soffio di emozioni. Si può regnare anche nel sottosuolo e vivere un’avventura anche con un paio di pattini. Si può fuggire da Batman e Robin e perseguire comunque la giustizia. Si può finire sott’un treno e correre più veloce di prima. Si può non essere pettinati ed essere bellissimi lo stesso. Si può andare contro tutto senza odiare niente. Si può essere nel giusto senza ragionevolezza. Si può desiderare il ritmo senza essere in grado di suonare. Si può ballare anche il rock ‘n roll, non solo il tango. Si può desiderare qualcosa più della propria vita…

DOve sono finito? Ogni cosa resta nell’oscurità, alle spalle di tutti, ma chiara come non mai. Fred è finalmente fra le braccia di Héléna, non importa quale sia il prezzo da pagare. L’amara fine è in realtà un inizio e la musica ha il sapore dolce di una ricompensa. Una scintilla di speranza risuona nel buio. È solo un mistero e a me piace così…
… poiché libera finalmente è la canzone… e fraterna adesso è l’amicizia… e identico infine è l’amore.

 

“È da allora che, simile agli antichi eremiti, d’un amore sì tenero amo il deserto e il mare, e rido ai funerali e piango nei conviti, e trovo deliziose le bevande più amare, e scambio così spesso i fatti per menzogne, e per guardare il cielo nelle buche stramazzo… Ma sussurra la voce: Conservali, i tuoi sogni; non così belli il savio ne sogna come i pazzi.”

Charles Baudelaire (1821-1867)

 

Angelo Locatelli

Christopher Lambert, Isabelle Adjani - Subway (1985)

Christopher Lambert, Isabelle Adjani – Subway (1985)