Ti sei mai vergognato di essere umano? Provaci un momento, non andare avanti. Cos’è un essere umano? Un soggetto che agisce in una trama di interazioni sociali, o un corpo che sfugge al freddo e alla fame? Ti sei mai pensato come una cosa, un animale, un organismo schiavo delle leggi brutali che ordinano l’Universo e che risponde solo alle proprie viscere? Non credo proprio.

Questo limite all’immaginazione è il perimetro che divide la civiltà dal mondo cane. E’ un dispositivo di sicurezza che abbiamo inventato per proteggerci dall’orrore, dalla disperazione e dalla morte. Civiltà è la meravigliosa illusione in cui vogliamo vivere, è l’intricato racconto che sosteniamo per non arrenderci alla nostra natura più squallida e ancestrale.

Un’illusione, tuttavia, molto fragile. Una settimana di supermercati vuoti, un invasato coi baffi che prende il potere, un virus che non riesci a fermare e l’inesorabile realtà del mondo cane verrà a sbranarti. Si manifesterà in divisa per trascinare in prigione i tuoi genitori; con un machete in mano per fare a pezzi i tuoi figli; con pus, cancrena e larve per finirti piano.

No, il mondo cane non ti ama – non gli stai neanche lontanamente simpatico.

Il mondo cane è subdolo e resiliente, e trova il modo di farsi strada dal nucleo della natura umana fino alle radici e alle sovrastrutture della società. Più cerchiamo di reprimere le sue manifestazioni sforzandoci tolleranti, politicamente corretti, comprensivi e concilianti – e più creiamo le condizioni per farlo emergere. Gli stiamo solo stringendo le palle.

La civilizzazione è il tentativo di trascinarsi fuori dalle sue fauci. E quando ci siamo riusciti, è stato solo per un attimo: eccolo più spietato ad aspettarci nelle nostre case. Ecco le tracce dei suoi denti nelle idee strampalate che condannano duecento milioni di uomini al mattatoio comunista. Eccolo fondare religioni e produrre martiri. Eccolo emanare leggi per purificare la razza ariana da geni ebrei.

Ma cosa vuole dirci, questo mondo cane? Perché non ci lascia vivere in pace nella nostra illusione? Forse vuole ricordarci che è lui a comandare – è lui la realtà di cui l’uomo è schiavo. Vuole quindi obbligarci ad essere realisti, ad abbandonare la visione trasognata e idealista per farci stare allerta: ci può mordere di nuovo.

Bisogna rimanere esposti all’orrore per evitarlo.

Ad aiutarci in questa missione ci sono i film “Mondo”. Perle assolute di genialità italiana prima che i castrati post-sessantottini degradassero la coscienza nazionale. Documenti crudi, iconici, violenti, disturbanti e pornografici sui valori e i paradossi della civiltà occidentale. Preziosi punti di vista alternativi rispetto a come ci piace raccontarci, nonché strumenti per misurare la distanza dal prossimo abisso.

Se guardando un film “Mondo” ti scandalizzi, forse hai un’idea dell’umanità completamente fasulla. Noi siamo proprio le bestie mostrate in questi film, e agiamo così perché in fondo al nostro cuore c’è lo stomaco e più in basso ancora un pene. Non tutto quello mostrato nei film “Mondo” è vero – nel senso che è realmente accaduto all’atto delle riprese – ma è senza dubbio verosimile – nel senso che è sicuramente accaduto da qualche parte e probabilmente accadrà di nuovo.

Oltre le immagini, da molti ritenute shockanti, è il modo in cui i film “Mondo” sono raccontati ad essere incredibili per le coscienze moderne. Partono da una prospettiva occidentale ma ne evidenziano la sua ipocrisia con un geniale sarcasmo. Ci mostrano come dei veri stronzi, quali effettivamente siamo, ma ci obbligano anche a convivere con la nostra condizione perché Gualtiero Jacopetti, Franco Prosperi e Paolo Cavara non hanno alcuna simpatia terzomondista e non offrono alternative. Se noi, gli uomini civili, siamo così orrendi – al di fuori della civiltà c’è l’ancor più barbaro mondo cane, dove il mito del buon selvaggio e dell’armonia con la natura vengono presi a calci in culo dalla triste realtà di uno storpio che muore di fame.

Civiltà E Mondo Cane

Mondo Cane (1962)


Attenzione: il film è in italiano, con sottotitoli in inglese, contiene scene che possono essere giudicate disturbanti e non è assolutamente adatto ai minori di 18 anni. E’ razzista, scorretto, violento e pornografico. La redazione non detiene i diritti della pellicola e si limita a pubblicare del materiale liberamente accessibile su YouTube.

Marinetti