“Ogni musica che non dipinge nulla è un rumore.”

Jean Baptiste Le Rond D’Alembert (1717-1783)

Il rumore è assenza di bellezza? Un po’ come il concetto filosofico di Male quale assenza di Bene? Oppure il rumore è solo disturbo? E quanti tipi di rumore esistono? Di sicuro il termine rumore comprende vari campi. Si va dalla fotografia, alla psicologia, dall’elettronica alla musica. Ma la definizione che combina tutti questi ambiti è comunque “qualcosa di non desiderato”. Bene, c’è, nel campo della musica e dell’elettronica in generale, un pazzo scatenato che da vent’anni fa arte mettendo il rumore al suo servizio. Carsten Nicolai, meglio conosciuto come Alva Noto. E’ un artista tedesco che sul finire degli anni Novanta, pur facendo il giardiniere, ha cominciato ad interessarsi di arte contemporanea facendo in modo che le sue composizioni accompagnassero numerose installazioni artistiche rappresentanti arti sia visive che sonore. Alva Noto, che ha all’attivo 12 album da solista più una lunga serie di lavori in collaborazione, ha messo in musica la sua vena artistica e il suo talento singolare, essenzialmente espressi da computer e da errori sonori, creando un cortocircuito emozionale. La struttura musicale e compositiva è varia, comprendendo sia fluide atmosfere ambient (già conosciute grazie a Brian Eno), sia loop granulari e sinusoidi che sembrano privi di emozioni. Difficile fare un commento compiuto su ogni LP, proprio per l’estrema immaterialità delle canzoni, fatte anche di brani di soli 7 secondi… ma ci provo.

Nell’anno 2000 viene pubblicato “Prototypes”, che comprende 10 tracce fatte di lievi intarsi che sembrano uscire da una matrice soprannaturale ed elettrica, un “Matrix” sonoro.
Con “Transform” (2001), Alva Noto si spinge in un lavoro ancora più duro ed elettrico, fatto di scosse, beat, frattali ed orditi ossessivi.
Con “Vrioon” (2002) comincia una stretta collaborazione col grande compositore Ryuichi Sakamoto, con il quale pubblicherà altri 3 album (“Insen” nel 2005, “utp_” nel 2009 e “Summvs” nel 2011). Il pianoforte di Sakamoto è sempre un gioiello, ed in questo primo loro esperimento in coppia riesce a dare una lieve linea melodica ai “glitch” creati da Alva Noto. Un lavoro che sembra donare una sorta di umanità e dolcezza alle invenzioni dell’artista tedesco, che pare aver rielaborato la lezione di Vangelis con i fischi e le vibrazioni create dal compositore greco per la leggendaria colonna sonora di “Blade Runner”. Il pianoforte pulsante dei due brani chiamati “Trioon I e II” vale da solo l’ascolto di tutto il disco.
Nel 2005 “Insen” rilegge il lavoro fatto tre anni prima, donando all’ascoltatore un’esperienza diversa. Sonorità e ritmi più ossessivi, con i cortocircuiti elettronici che creano alcuni beat che a volte trasfigurano i brani quasi in una trance dance.“Xerrox Vol. 1” (2007), invece, ci sprofonda in un’atmosfera cupa e con pochi sprazzi di luce. Sciami di insetti metallici, cascate elettriche, sono sfumate in un sound di dark ambient futuristico.
“Unitxt” (2008) è un album ancor più difficile. Duro, durissimo: un catalogo di techno beat per DJ di musica industriale. Si possono vedere altiforni e colate di acciaio musicale rovente.
“Xerrox Vol. 2” (2009) prosegue la ricerca del terrore che viene dallo spazio profondo cominciata con l’omonimo “Vol. 1”.
Nell’anno seguente esce l’altro LP frutto della collaborazione con Ryuichi Sakamoto. “utp_” è un disco per molti aspetti diverso, soprattutto per la presenza meno pressante dell’elettronica, dove i rumori sono creati questa volta da suoni che paiono provenire da strumenti a fiato ed archi. Di sicuro, comunque, la ricerca di Alva Noto approda in questo lavoro a lidi più fruibili.
Stesso discorso vale per l’album edito nel 2011 sempre con la firma congiunta di Sakamoto (“Summvs”), dove la presenza del pianoforte è molto più costante e continua e l’elettronica è lasciata a disegnare frattali di ritmo e di disturbi che sembrano casuali, e sporadici. Segnalo due meravigliose (seppur diverse) versioni di “By This River”, capolavoro di Brian Eno.

Nel 2011, Carsten Nicolai pubblica anche “Univrs”, una versione riletta degli ipnotismi già ascoltati in “Unitxt”.
Nella vasta discografia di Alva Noto vanno segnalate inoltre le prestigiose collaborazioni con Blixa Bargeld, leader degli Einstürzende Neubauten, con l’album “Mimikry” (2010), Ryoji Ikeda, Mika Vainio e tanti altri visionari che smontano la musica per trasformare l’ascolto in paesaggi per segnali acustici.
Per la fine di marzo 2015 è prevista l’uscita di “Xerrox Vol. 3”…

Il rumore, anche se destrutturato e ricostruito in un ordine apparentemente caotico, è sempre rumore, caos ordinato; badate bene, qui la musica dipinge, eccome. Ma vengono narrati mondi irreali e luoghi inenarrabili, e l’approccio ad Alva Noto non è facile. Ma vi prego, ascoltatelo… e lasciate perdere il Festival di Sanremo.

Bartolomeo Perrotta

Alva Noto, l'Ordine Del Caos

Alva Noto