Tracklist

1) Angels From The Realms Of Glory
2) God Rest Ye, Merry Gentlemen
3) See Amid The Winter’s Snow
4) Il Est Ne Le Divin Enfant
5) The First Noel
6) Lullay Lullay (The Coventry Carol)
7) The Holly And The Ivy
8) In The Bleak Midwinter
9) As Joseph Was A Walking (The Cherry Tree Carol)
10) O Little Town Of Bethlehem
11) Silent Night
12) Universal Child

Dur. 45:07

Musicisti: Annie Lennox, Mike Stevens, Mark Stevens, Barry Van Zyl

 

Ed oggi, giorno di Natale, vi parlo del quarto e ultimo album dedicato alla più importante delle festività dell’anno. Qui finisce il nostro viaggio.

E’ il disco a mio avviso più bello tra quelli che vi ho proposto, per la sua raffinatezza e per la scelta dei brani. Parliamo di “A Christmas Cornucopia” della straordinaria cantante scozzese Annie Lennox. Partiamo proprio dal titolo, evocativo di abbondanza ma anche di tradizione. Infatti, a differenza della scelta dei brani nei dischi fin qui recensiti, la Lennox ci propone una serie di canti appartenenti soprattutto alla tradizione britannica, tralasciando i grandi classici tranne “The First Noel” e “Silent Night”.
L’album si apre con “Angels From The Realms Of Glory”, un pianoforte che con una strana armonizzazione accompagna una voce molto ispirata che viene raggiunta da un coro quasi ecclesiastico e molto composito, fatto da voci angeliche. Un accompagnamento di archi fa subito percepire il calore natalizio: sembra di essere attorno ad un albero in attesa di aprire i propri regali.
Segue “God Rest Ye, Merry Gentlemen”, un brano tradizionale inglese del 1500. Si comincia a cappella, con tre voci legate insieme in maniera davvero fuori dal comune. Il cantato della Lennox è ai massimi livelli, sfrutta tutta la potenza che il buon Dio le ha donato sulle tonalità medie. Subito dopo, un arrangiamento molto scarno formato da un tamburo, un basso e poco più, viene arricchito da un flauto che rimanda a sanguinose battaglie in territorio inglese.
“See Amid The Winter’s Snow” è invece una ballad voce, pianoforte e piccola fisarmonica. I soliti cori sognanti subentrano durante il brano e rendono la canzone tra le più belle di tutto l’album.
“Il Est Ne Le Divin Enfant” è il pezzo successivo. Qui Annie ha voluto omaggiare anche la tradizione francese, con questa canzoncina composta a canone, che ottiene l’effetto quasi di un carillon, sino almeno all’ingresso del resto degli strumenti. Diciamo che questa non è certo la canzone più riuscita, anche per lo sforzo richiesto in territori poco frequentati alla voce di Annie.
Decisamente diverso è il discorso con “The First Noel”, canzone di origini scozzesi resa famosa da tanti artisti che l’hanno interpretata negli anni. Una ritmica formata da soli strumenti e senza percussioni, la rende un sogno, grazie anche a degli arrangiamenti molto ricercati.
E arriviamo alla metà del disco con il brano più drammatico: “Lullay Lullay (The Coventry Carol)”, sa di sangue e di morte. Proviene dalla tradizione inglese risalente al 1500 e narra della strage degli innocenti voluta da Erode. Si percepisce chiaramente il dolore delle madri che cantano una ninna nanna mortale.
Il solito stile tra l’angelico e quello che rimanda alla tradizione scozzese tesse melodie magiche con “The Holly And The Ivy”, una canzone di piacevolissimo ascolto.
Ma l’incanto vero e proprio parte nel brano successivo con la voce sognante e sussurrata di Annie Lennox accompagnata da una chitarra arpeggiata, contrappuntata a intervalli da un flauto e da una fisarmonica e arricchita da ottimi cori: “In The Bleak Midwinter” è tratta da una poesia di una poetessa inglese di origini italiane, Christina Georgina Rossetti, che compose il testo sul finire dell’800.
“As Joseph Was A Walking (The Cherry Tree Carol)” rimanda alle campagne scozzesi. E’ facile pensare ad una festosa giornata in attesa del Natale, mentre i bimbi saltano nei prati ventosi d’oltremanica. Un brano sublime.
E passiamo al terzultimo pezzo, “O Little Town Of Bethlehem”, già ripreso da Elvis Presley nel primo album di questo speciale natalizio, di cui vi ho parlato tre giorni fa. Arrangiamento e canto rendono questa famosissima ballata tradizionale statunitense davvero intensa.
Tutti noi conosciamo la potenza vocale di Annie Lennox (o così almeno dovrebbe essere), ed ascoltare la sua “Silent Night” è stupefacente. Un continuo sussurro, accompagnato da un arrangiamento minimale all’inizio, che va pian piano arricchendosi; il Natale è questo brano, tutto il suo spirito è racchiuso in questa canzone e soprattutto in questa interpretazione senza tempo.
L’album termina con “Universal Child”, brano composto dalla stessa Lennox. E’ il pezzo che è stato scelto come singolo da pubblicare per le classifiche. Piacevole, con un testo pieno di speranza e che guarda al futuro, ma, forse, nulla di più.
Tirando le somme, “A Christmas Cornucopia” è il disco ideale per chi ama il Natale ed il suo spirito. E’ quasi l’antitesi dell’album di Billy Idol. Raffinatissimo grazie ad un grande lavoro della produzione e con la voce di Annie Lennox ai massimi livelli.
Magari un po’ melenso… ma a Natale siamo tutti più buoni! O no?

Bartolomeo Perrotta

A Christmas Cornucopia (2010) - Annie Lennox

Annie Lennox – A Christmas Cornucopia (2010)